22 settembre 2008

Intermezzo 8 - Passione e Ragione

Rieccomi qui a prendere in mano saldamente questo mio Blog per scrivere questo intermezzo, d'occasione e di spiegazione: riguarda quattro cose, due riportate nel titolo, una qui sopra in immagine ed una in poesia più sotto. Non so quanti di voi - e non so neanche se posso dire "voi" - si sono chiesti cosa fosse quello schema che avevo fotografato e messo nel post Legami, ma ora giunge il momento di spiegare brevemente cosa sia e quale sia la sua funzione.
Questo schema rappresenta un modo di pensare e di vedere il mondo ma anche una base per creare o per criticare e giudicare le cose. Raccoglie in quattro punti quelli che a mio parere sono i pilastri dell'uomo: inclinazione, dovere, volontà e intelletto. Ogni uomo - ma anche ogni ente - può mostrarsi in uno di questi pilastri o in due o più, può percorrere qualsiasi strada da un punto all'altro dello schema, stando nel territorio della fisica o della metafisica, della necessità o della facoltà. Le linee disegnate sono solo i percorsi più "comodi": ne esistono infiniti di questi cammini, tortuosi o dritti che siano. Di tutti quei punti sopra disegnati voglio parlarne di due in particolare, che mi stanno a cuore più degli altri in questi periodi: Ragione e Passione. Sono due elementi importanti nella storia di un uomo come nelle cose e sono la mediazione fra due elementi: la Ragione fra inclinazione e intelletto, la Passione fra dovere e volontà. Possiamo vederli come i cardini di due sistemi filosofici: il Razionalismo e l'Idealismo, anche se preferirei evitare di vedere la parte destra dello schema così come l'hanno osservata i filosofi romantici. Cosa sono è presto detto: il primo, la Ragione, è il movente di tutte le idee che nascono dalla mediazione fra l'istinto naturale dell'uomo e le sue conoscenze, che lo frenano e mettono in moto le sue riflessioni; il secondo, la Passione, è invece l'Eros, la quantità non solo di sentimenti, ma anche di elementi caratteriali, che un uomo possiede: è infatti la mediazione fra ciò che una persona vuole ottenere e ciò che, per la sua Educazione, è invece dettato a fare per dovere verso qualcosa o qualcuno. In mezzo fra Ragione e Passione, proprio nel centro dello schema dovrebbe invece stare l'uomo: quella è la condizione di equilibrio massima, una posizione precaria ma che, anche se raggiunta per pochi secondi, può essere importantissimi nello sviluppo di una personalità. Una volta una persona mi chiese se un uomo si potesse trovare anche in un altro punto dello schema ed io risposi di si: quello schema può riassumere le numerose variazioni dell'animo umano, che in determinati periodi può trovarsi in differenti punti. L'importante, dal mio punto di vista, è stare sempre in equilibrio, nei territori sicuri della Ragione o della Passione, della Psiche o della Società. Per mia educazione e per mio convincimento, quelle cose che portano l'uomo da un estremo all'altro sono gli eventi più traumatici - in positivo ed in negativo - che una persona possa sopportare: bisogna avere la forza di porre un freno, un limite per non esagerare, per non passare da un estremo all'altro. Nel mio piccolo ho trovato persone più o meno equilibrate e persone in periodi meno equilibrati che sono state comunque interessantissimi punti di contatto: non è quindi dal maggior equilibrio di una persona che denoto le mie simpatie. Una delle persone più equilibrate che io conosca, una persona per cui provo una stima incommensurabile e che mi meraviglia sempre del suo pensare è mio padre, che oggi compie ## suonatissimi anni. Buon Compleanno! Ma c'è in particolare una persona per cui provo, ora come ora, un caleidoscopio di sentimenti ha dimostrato in vari mesi di essere "l'immagine vivente di Sofrosine", una persona equilibrata, modesta, riservata ma anche passionale, impegnata ed attenta. In questi giorni ha trasformato una delle sue passioni in un impegno costante: potete trovare il suo Blog fra i link, alla voce "Josep Carreras". Questa, più di altre, ha saputo incarnare il giusto equilibrio fra la sua Ragione, che mai l'abbandona, e la sua Passione, che è sempre con lei. Con tutto il mio affetto, Buon Compleanno Ludovica.
Livido di Passione --- Livido, il viso umido, illuso da sorrisi, ogni stantato riso mostra: l'ho visto su bocche intense di gioia, come sui bimbi sperduti ancora incoscenti, che come noi evitan le parole. Spirito Giovane a.k.a. Daniele Fusetto

3 settembre 2008

XXII° Influsso - Il Maestro e L'Educazione

Dopo la pausa estiva di Agosto, approfitto di questi giorni di relax [causa leggero malessere fisico] per scrivere questo intervento che riguarda alcune mie idee su due argomenti in particolare: il rapporto maestro-allievo e l'educazione.
Mi sto accorgendo che nel mondo di oggi non c'è più spazio per i legami familiari ed anche quelli di amicizia sono fragili. Non starò qui a chiedere o analizzare i perché: è un dato che ho appreso guardandomi attorno. Si è più aperti con sconosciuti o conoscenti che con i parenti. L'unico rapporto che vedo crescere sia in quantità che in qualità è quello tra maestro ed allievo. Secondo me è l'unico vero elemento che può smuovere l'immobilismo dei legami che è venuto a crearsi: mi accorgo che l'educazione di un bambino/ragazzo molte volte dipende dai suoi eroi, da quelle persone che idealizza. Ed a volte un maestro è una di queste figure, molte volte carismatico, forse perché è visto come una ambigua persona che a volte concede ed a volte limita. Soprattutto questa azione del limitare, del dire di no, è importante. Non raramente come un tempo sento persone che dicono "io per mio figlio sono come un amico, può dirmi tutto" oppure "mio padre/madre per me è come un amico/amica, posso dirgli tutto". Questo comportamento è errato. Un genitore deve educare ed un amico non è la figura adatta all'educazione: a volte una persona deve dire di no al proprio figlio e chiunque di noi ha ricevuto strigliate, no energici, rimproveri o addirittura delle sberle. Ma siamo cresciuti lo stesso e abbiamo imparato cosa vuol dire il rispetto delle cose e delle persone.
Ecco perché vedo necessario oggigiorno la figura del maestro: incarna la figura di colui che deve dire di no, di chi pone i limiti. E' un po' il demoni odierno, quello che una volta per Socrate stava all'interno degli uomini per dettare cosa non dovevano fare.
Per me, soprattutto per i miei ideali e per il mio ordine mentale, l'educazione è un fattore importante perché reputo poco influente sul cammino di un uomo quello che si indica come "atavico", ovvero quelle conoscenze che si crede siano innate nell'uomo. Credo poco al destino e non credo affatto che l'uomo nasca con particolari predisposizioni, se non fisiche. Tutto il resto è dato dall'Educazione: ecco perché a mio parere è un fattore rilevante nella crescita di un uomo. Come scrisse una volta un uomo sconosciuto a voi, uomini si diventa, non nasce. Tutto sta nel come e nel cosa si diventa. Ecco quindi che, se i genitori svaniscono come figure di educatori, il maestro, che è molte volte uno sconosciuto, può - anzi deve - porre il limite, deve essere quella figura che a volte dice di no. Deve quindi educare, deve raggiungere il fine di equilibrare un comportamento. E puntualizzo che la figura del maestro è da me analizzata in un rapporto a due: un solo maestro per un solo allievo. Questo perché migliora tantissimo la qualità dello studio, dell'apprendimento, dell'educazione.
C'è un altra cosa che molte volte mi arreca fastidio e dissenso, un atteggiamento che anche io a volte prendo, ma che vedo molto più pericoloso e maggiore nei giovani: l'impulso. L'impulso è una di quelle cose che il demone interno a noi dovrebbe cercare di farci evitare: è sbagliato reagire sfrontatamente e senza riflettere di fronte ad un evento. Prima di tutto perché la probabilità di sbagliare è altissima [si parla di errori di giudizio]. Secondo, perché, soprattutto se questo evento ci fa arrabbiare o ci da fastidio, riflettendo c'è sempre un metodo per riuscire a volgere la sorte a nostro favore restando un po' più calmi e aguzzando l'ingegno, magari usando un pizzico di furbizia. E forse un maestro, un valido insegnante, potrebbe consigliare di utilizzare di meno questi impulsi e di usare maggiormente quel cervello di cui tutti siamo dotati.
Maestro Figure I/L'Uomo IV "Maestro, maestro perdoni l'ardire: io voglio sapere, conoscere, scrivere; dire, fare e parlare, intessere e ordire!" Lasciate che i figli vadano a lui, lasciate che educhi le vostre menti e mendichi i vostri pensieri con parole di stima; stimate la prole che genera nuova speranza. Chi educa non mastica più la foglia del dovere, lasciato lontano dal gregge. Si spinge tra rovi che impediscono azioni, ragiona impulsivo per paura. La legge interiore, invè, non perdona, meglio perfora l'orecchio e provoca dolore, genera funeste cose se non che son male. Nessuno a voi un no ha mai dato? "Maestro, perdoni, non mi pare..." Umilmente, Spirito Giovane a.k.a. Daniele
 
Wordpress Theme by wpthemescreator .
Converted To Blogger Template by Anshul .