1 febbraio 2010

Intermezzo 23° - La vita ai tempi del cassetto



Questo intervento è stato messo insieme da appunti stesi fra il 13 Settembre 2009 e il 1° Febbraio 2010

E' così. Sad but true, direbbero i Metallica; Così è la vita direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo. Su OGame, il famoso gioco strategico online, si direbbe invece che la vita in real ha la precedenza su quella nel gioco. Quella stessa vita in real mi ha costretto a prendere una lunga pausa con il blog, dovuta anche ai progetti in merito alla grafica - che stanno ancora nel cassetto, frallaltro. E' proprio quello che ci frega forse, il cassetto. Quello che si riempi di progetti finchè è stracolmo e niente riesci a portare a termine; e ti senti un frustrato ed un fallito perchè ti sembrano tutti atti mancati, tutte cose perse che non recupererai mai (come se la vita finisse di colpo a 21 anni!). Il cassetto a cui ci aggrappiamo - più o meno tutti - nonostante la nostra vita, nonostante tutto; possiamo fare qualsiasi cosa nella vita, avere qualsiasi tipo di famiglia, qualsiasi tipologie di relazioni, ma quel cassetto noi non lo si abbandonerà. Almeno, questo è quello che penso.

Ci sono tantissime cose che volevo-dovevo-potevo fare, ma la ragione e l'intelletto hanno scelto quelle più ragionevoli. Ora insegno nelle elementari e ho qualche lezioni di chitarra, oltre a quelle di ripetizioni. Nonostante i problemi burocratici, studio anche per l'università. Vado avanti così, facendo lo slalom, cercando di stare in equilibrio fra doveri, voleri e piaceri. Il mio maestro di chitarra tempo fa ha detto "che me la sto cavando bene" nel dosare ed equilibrare tutti i vari interessi della mia vita. Io ho forse una visione più pessimistica; forse troppo. C'è sempre qualcosa che perdo fra le righe e a volte mi ritrovo a nuotare in un bicchiere d'acqua.

E' una sensazione strana: bisogna stare attenti ad avere i propri progetti e sogni, ma allo stesso tempo devi stare attento a non farle diventare ossessioni e a passare dal desiderare qualcosa al desiderare il desiderio. Si ottiene qualcosa, si sorpassa un'ostacolo e si vuole andare oltre, senza che sia necessario, solo perchè si è abituati a desiderare. Ma non vogliamo lanciare fuori dalla finestra quel cassetto con tutti gli scritti, le poesie, le musiche, i fumetti, i videogiochi e tutto il resto. Sono i nostri piaceri; sono quello che ci piace fare.
Intanto la vita ti stringe, inizia a starti stretta, gli eventi s'infarciscono e ti staccano le gambe, lasciandoti zoppo. E proprio come in quelle storie che amiamo vedere/raccontare/scrivere, questi eventi arrivano sempre quando meno ce li aspettiamo.

Può essere tutto. Da una banale multa a una rottura di un rapporto; da una vittoria ad un secondo posto; da una partenza ad un ritorno; da un'incidente ad un matrimonio; da un trasloco ad un cambio di routine; dalla pubertà fino all'allineamento dei pianeti del sistema solare; qualsiasi cosa, nota o sconosciuta. E' comunque qualcosa che ci costringe a fare una scelta necessaria e obbligata, che ci mette in un angolo a compiere delle scelte e a fare i conti con il lavoro/studio e il cassetto. Quel cassetto viene messo nell'angolo per favorire qualcosa di più reale e concreto e che possa mettere il pane in tavola a volte; altre volte invece è il contrario o addirittura il cassetto diventa il pane e la tavola. Si chiude una porta e se ne apre un'altra. Ma sappiamo davvero cosa c'è dietro quella porta? Chiudi qualcosa e dicono "è esperienza"; ma sarà vero? Io sinceramente non ho mai creduto nell'esperienza, ma più nello studio e nella ripetizione. Ma ormai mi sono adattato a dirlo: mal che vada anche questa sarà un'esperienza.

Sono arrivato a questa conclusione: non voglio mettere in un angolo quel cassetto perchè quel cassetto sono io. Non voglio cambiare per necessità esterne a me cose che io voglio e non voglio che eventi futili esterni cambino tutto ciò che mi circonda. Sarà una ben nascosta sindrome di Peter Pan? Sarà una testarda voglia di non crescere? Non sono sicuro, ma non credo sia così. Credo sia soltanto la voglia di non fare un suicidio mentale. Magari rimarrò fermo per dei mesi e avrò mesi fecondissimi; forse il blog prenderà polvere dopo questo intervento. Questo lo lascio al futuro.
E per tutti quelli che se ne vanno o che stanno attraversando un brutto periodo oppure che stanno cambiando vita io dico: forza ragazzi! Coraggio! E' che la vita ai tempi del cassetto è diventata un garbuglio inestricabile. Tra quelli che pubblicano e quelli che non pubblicano; tra editor e scriptor; tra scrittura e vita; fra pensiero e azione; fra tentativi e conclusioni; fra perdite di tempo, pause e apatie; fra incoraggiamenti, spinte e voglie di fare; fra tutto quello che è la vita, una parte della nostra mente starà sempre in quel cassetto, chiusa a pensare e riflettere sulle nostre opinioni, credenze, conoscenze e quant'altro.

Per - spero - l'ultima volta, pubblico questo intermezzo così com'è venuto, senza rileggerlo attentamente, come un flusso di pensieri che nascono da tante piccole cose che si sono accatastate. Ormai sto, come credo il mondo intero, tentando di mettere una toppa qua e là, perchè chiudere la falla intera o comprare una barca nuova ora come ora non è possibile.
E tutti voi che rinunciate al vostro cassetto oppure che lo portate con voi nonostante tutto, a voi il mio augurio di buona vita e buone cose da una persona come tante altre che ancora legge e non commenta perchè i suoi pensieri finiscono tutti in un certo cassetto, a maturare e/o a macerare.


In fede ed umiltà,
Daniele Fusetto a.k.a. Spirito Giovane


PS: i vari link ai blog - di persone che leggo e che ringrazio per gli spunti di tutti i loro post - non sono, come altre volte specificato, per mera pubblicità. Sono soltanto influssi che mi hanno spinto a questo Intermezzo, che mi hanno fatto pensare in questi lunghi mesi e che simboleggiano vari punti di vista, varie storie, vari mondi, Immaginari e Non. Tutte persone che io credo possano chiamarsi scrittori e che possono, magari solo in minima parte, comprendere le mie parole e le mie opinioni.

1 commenti:

by Ax ha detto...

Ciao Daniele,
mantenere il cassetto pieno è un bene e un male allo stesso tempo, perché, come dici anche tu, a volte ci si rende conto di aver troppe 'faccende affaccendate' e il rischio che si corre è quello di affrontarle con superficialità pur di soddisfarle tutte. Di contro, averlo mezzo vuoto porta a sentirsi vuoti, appunto.

Sei giovane — anagraficamente parlando — e forse non cogli ancora la forza che l'esperienza ha in sé, proprio perché è la tua 'prima volta' per molte situazioni nel percorso di vita che stai facendo.
Ci passiamo tutti (chi più chi meno), ed è giusto così, e vedrai che quando i frutti dell'esperienza saranno maturi ti ritroverai sorridente a osservare quella luce, capace di spazzare via molte ombre in un istante.
L'importante, secondo me, ma anche questo arriva con l'esperienza, è non chiudersi alle infinite possibilità di incastri cui ci si trova di fronte con le proprie scelte. Le maggiori soddisfazioni, e te lo auguro di cuore, arriveranno quando la soluzione verrà offerta da qualcosa di impensabile per i propri schemi mentali; è lì che ti accorgi della meraviglia dell'esistenza.

Suonerà banale, ma il Tempo è uno straordinario insegnante... a patto che ci sia l'allievo. :)

Alex.

 
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